depressione

Spesso, anche se ci sentiamo tristi per molto tempo, ci capita di dare poca importanza al nostro stato d’animo, pensando che sia soltanto una cosa passeggera, che si sistemerà da sé, che sia dovuta a ragioni contingenti come “lo stress” o il “troppo lavoro”: in poche parole, spesso tendiamo a sottovalutare la nostra infelicità.

È vero che può capitare a tutti, nel corso della vita, di attraversare un periodo di tristezza, soprattutto dopo un evento doloroso e difficile (come potrebbe essere, per esempio, la perdita di una persona cara, o una malattia, oppure la perdita del posto di lavoro).

Se però ti senti triste e non riesci a trovare piacere in nessuna delle tue attività quotidiane per un periodo di tempo prolungato, allora potresti soffrire di un disturbo depressivo maggiore, quello che comunemente chiamiamo depressione.

Uno dei problemi delle malattie come la depressione, che non hanno una “causa fisica” immediatamente evidente (come l’hanno invece malattie come l’influenza o il morbillo) è che sono spesso sottovalutate. Si può pensare il problema “sia solo nella nostra testa” e dunque meno importante: questi pensieri sono molto dannosi e ci portano a non dare abbastanza importanza al nostro stato d’animo e a non prenderci cura di noi come dovremmo. Invece è fondamentale, per le persone che soffrono di depressione, imparare a prendersi la giusta cura di sé, ricordandosi che non soltanto è sempre possibile ritrovare la felicità (anche quando tutto sembra più buio), ma anche che la felicità è una cosa che tutti e tutte  meritano e verso cui è importante e giusto lavorare.

La caratteristica principale della depressione è che chi ne soffre si sente costantemente triste e giù di morale, e che questo stato d’animo influenza negativamente tutte le sue attività e tutti i suoi sentimenti. Potresti soffrire di depressione se ti senti triste per periodi lunghi di tempo, non riesci a trovare interesse o piacere in nessuna delle tue attività quotidiane, e ti riconosci almeno in quattro tra questi sintomi:

  • Dormi troppo o troppo poco
  • Non riesci a stare ferma, oppure non hai voglia di fare niente (cammini avanti e indietro, molleggi le gambe, tamburelli con le dita, ti mangi le unghie o ti mordi le labbra; o al contrario, ti sembra che i tuoi movimenti, la tua capacità di parlare e le tue reazioni emotive siano rallentate, fare attività quotidiane come la doccia, cucinare, lavare i piatti, prendere decisioni semplici e persino alzarsi dal letto o fare la spesa, ti sembrano troppo difficili e faticose).
  • Hai scarso appetito e hai perso peso, o, al contrario, hai molto appetito e sei aumentata di peso
  • Senti di avere meno energia
  • Ti senti inutile e/o impotente
  • Hai difficoltà a concentrarti, a pensare o a prendere decisioni
  • Fai pensieri ricorrenti riguardo la morte o il suicidio

Ci si può chiedere perché, all’interno di situazioni simili, alcune persone si ammalano di depressione e altre no, ma la risposta, purtroppo, è che non esiste una risposta sicura. I fattori associati allo sviluppo di sintomi depressivi sono molti, e vanno dalla familiarità (persone che hanno parenti stretti che hanno sofferto di depressione hanno più probabilità di soffrirne a loro volta), alla storia personale (per esempio, le persone che soffrono di ansia hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione rispetto a chi non ne soffre), a fattori ambientali: le persone che non hanno intorno a loro persone che le aiutino nelle situazioni difficili hanno molte più probabilità di essere in difficoltà di chi può contare sull’aiuto dei propri cari.

Vivere una relazione violenta, al contrario, può contribuire molto allo sviluppo di sintomi depressivi. In molte relazioni violente, l’aggressore tenta di isolare la sua vittima dal suo contesto sociale proibendole di tenersi in contatto con gli amici, di avere un lavoro, di uscire di casa o imponendo la sua presenza ogni volta che la vittima si riunisce con la sua famiglia. Dato che l’aiuto delle persone care è molto prezioso, questo isolamento rende ancora più difficile affrontare la depressione.

Coloro che commettono abusi, poi, spesso controllano le risorse economiche delle donne su cui agiscono violenza, sia vietando loro di lavorare e costringendole a dipendere da loro per il mantenimento, sia controllando le loro spese, sia interferendo con la loro vita lavorativa. Un altro comportamento degli aggressori che può indurre le donne abusate verso uno stato depressivo è vietare loro di impegnarsi in attività che potrebbero trovare gratificanti. Cerca di ricordare sempre che la tua vita ti appartiene, e che dovresti essere tu a decidere cosa farne.

Mentre un sano rapporto tra partner è basato sull’amore e il rispetto reciproci, i rapporti violenti sono basati sul potere e il controllo che l’aggressore esercita sulla sua vittima.

Un atteggiamento violento e che non aiuta per la tua depressione può essere esercitato anche da membri della famiglia, non soltanto dal tuo partner: se questi, invece che sostenerti, fanno commenti maligni nei tuoi confronti o minano la tua autostima, peggiorano la tua situazione.

Anche il nostro modo di pensare può influenzare il manifestarsi dei sintomi depressivi. E’ stato ipotizzato che la depressione sia legata a una combinazione di opinioni negative su se stessi/e (per esempio: “sono inutile”), sull’ambiente (per esempio: “non c’è modo di affrontare quel violento del mio compagno’’), e sul futuro (per esempio: “le cose andranno sempre così male”). Questi punti di vista negativi interagiscono con convinzioni negative e ben radicate (ad esempio, il pensare inconsciamente che le persone in generale fanno intenzionalmente del male, violentano o si approfittano di te) e tutto questo può causare una tendenza a considerare quello che accade intorno a te in modo particolarmente negativo (per esempio, prestando maggiore attenzione agli eventi negativi della vita piuttosto che a quelli positivi), il che, a sua volta, può contribuire allo sviluppo di sintomi depressivi.

Un’altra causa della depressione è il sentimento di disperazione, la convinzione di essere senza speranza. Questo circolo può facilmente instaurarsi in una relazione violenta, in cui il partner violento umilia con parole o azioni la partner e poi la colpevolizza per il proprio comportamento. Inoltre, quando accade un evento negativo (per esempio, il tuo compagno diventa violento con te) potresti erroneamente attribuirne la causa a motivi personali (ad esempio: “non valgo nulla”), permanenti (ad esempio: “sbaglio sempre”) e potresti pensare che influenzi tutti i settori della tua vita (per esempio: “nessuno sarà mai gentile con me”). Incolpare te stessa in questo modo può portare a sentirti senza speranza e a pensare che le cose non miglioreranno mai.

La depressione guarisce, ma è importante non sottovalutarla e prendersene cura. Se sospetti di soffrire di depressione, la cosa più importante è che tu capisca quanto è importante che tu ti prenda cura di te. Tu hai diritto a vivere una vita felice, e anche se adesso ti sembra impossibile, con un po’ di fatica e lavoro potrai trovare questa felicità. Se ti sembra tutto senza speranza, è proprio la malattia che parla: la speranza c’è, hai solo bisogno di un piccolo aiuto per tornare a vederla.        

Se pensi che tu o qualcuno che conosci sia affetto da depressione, la cosa più importante è che tu faccia sentire a questa persona tutto il tuo sostegno e quanto le vuoi bene, proprio così com’è. Per leggere altre informazioni su cosa puoi fare per aiutare una persona che soffre di depressione clicca qui.

     

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