ansia

Quando affrontiamo situazioni rischiose o che possono mettere in pericolo la nostra vita, i nostri corpi, proprio per come sono fatti, entrano in uno stato di allerta. Il nostro battito cardiaco aumenta, cominciamo a tremare e a sentirci nervose o spaventate. In altre parole, proviamo paura. Questo stato di allerta serve per prepararci fisicamente a contrastare la minaccia o scappare [1]. Questa reazione è non solo naturale, ma anche utile. Ad esempio, se all’improvviso vediamo una macchina accelerare rapidamente verso di noi mentre stiamo attraversando la strada, ci mettiamo subito a correre per evitare che possa investirci. In questo caso, la paura ci salva la vita.

Tuttavia, se:

  • ti capita spesso di provare un sentimento forte di paura, che a volte ti sembra irrazionale e/o non è legata a una situazione specifica e precisa,

e/o

  • vivi in un uno stato preoccupazione intensa che influenza il normale svolgimento della tua vita quotidiana,

potresti essere affetta da un disturbo d’ansia.

Per fare qualche esempio, alcuni dei sintomi che indicano un livello di ansia più elevato della media, e dunque un possibile disturbo d’ansia, sono: una forte preoccupazione difficile da controllare, sentirti agitata, stancarti facilmente, trovare difficoltà a concentrarti, diventare nervosa facilmente, soffrire di tensione muscolare (come mal di schiena, mal di testa o mal di stomaco), avere problemi con il sonno (ad esempio, difficoltà a addormentarsi, o svegliarsi nel bel mezzo della notte).

Se soffri di un disturbo d’ansia, è importante che tu prenda il tempo di prenderti cura di te. Non è un processo immediato, ma il disturbo d’ansia si può migliorare e sconfiggere, e le persone che ne soffrono possono riuscire a controllarlo e ritrovare una vita serena.

Un disturbo correlato al disturbo d’ansia è il disturbo di panico. Un attacco di panico, come fenomeno isolato (cioè che succede una o due volte nella vita), è una cosa che accade  a un numero abbastanza elevato di persone. Se però gli attacchi di panico sono ricorrenti, allora potresti soffrire di un vero e proprio disturbo di panico.
Per prima cosa, quindi, è importante imparare a riconoscere i segnali di un attacco di panico; poi, vedremo come capire quando un attacco di panico si può considerare episodico e quando, invece, potrebbe indicare un vero e proprio disturbo di panico.

Se hai provato un sentimento che potresti descrivere come:

  • forte ansia
  •  terrore
  •  e/o hai avuto la sensazione che qualcosa di brutto stesse per accadere

E questo sentimento è stato accompagnato da almeno quattro di questi sintomi:

  • Difficoltà nella respirazione
  • Accelerazione del battito cardiaco
  • Nausea
  • Disturbi di stomaco
  • Dolore al petto
  • Sensazione di soffocamento
  • Vertigini
  • Sensazione di stordimento
  • Sudorazione
  • Brividi o vampate di calore
  • Tremore
  • Sensazione di essere fuori dal proprio corpo
  • Percepire il mondo come se non fosse reale
  • Paura di perdere il controllo
  • Paura di stare sul punto di impazzire
  • Paura di stare per morire

Allora, è probabile che tu abbia avuto un attacco di panico. I sintomi dell’ attacco di panico di solito compaiono all’improvviso e molto velocemente: spesso raggiungono la massima intensità nel giro di dieci minuti.

Come abbiamo visto, un attacco di panico accade, episodicamente, nella vita di un numero abbastanza grande di persone. I segnali che indicano che un attacco di panico non è un fenomeno isolato, ma che potresti soffrire di un vero e proprio disturbo di panico, sono questi:

  • Hai avuto più volte attacchi di panico che non sono legati ad una situazione specifica
  • Per almeno un mese, hai temuto di poter avere un altro attacco di panico, ti sei preoccupata  per le conseguenze di un attacco di panico o hai cambiato il tuo modo di comportarti a causa degli attacchi di panico (ad esempio, evitando di uscire per la paura di avere un attacco di panico in pubblico).

I sintomi di un attacco di panico sono il risultato dello stato di allerta in cui entra il corpo e che, come detto prima, prepara la persona ad affrontare o a scappare da una situazione pericolosa.

Se una persona soffre di disturbo di panico, però, gli attacchi compaiono all’improvviso e senza bisogno di un motivo scatenante: per questo, una persona che non sa riconoscere un attacco di panico potrebbe spaventarsi molto davanti a questi sintomi, temendo di avere un attacco cardiaco o una crisi di nervi.

I disturbi d’ansia sono stati correlati con fattori genetici e biologici, ma anche con il contesto sociale in cui vive una persona, il suo modo di pensare, e la sua personalità.

Essere vittima di abusi domestici o di una relazione violenta può portare una persona a sviluppare un disturbo d’ansia, non soltanto perché comporta eventi traumatici e violenze fisiche e/o emotive, ma anche perché una persona che vive in una situazione di violenza può trovarsi a vivere nella paura costante che il suo aggressore possa far male a lei o ai suoi cari. Stare sempre all’erta, in attesa del prossimo abuso, e avere sempre la sensazione di dover camminare sulle uova per non turbare l’aggressore, può portare a vivere in una condizione di ansia continua.

Una caratteristica costante dei rapporti violenti è il controllo che la persona abusiva esercita sulla sua vittima. Sentirsi incapace di controllare la propria vita e le cose che accadono è una delle cause principali del sentimento di ansia, e vivere costantemente con questo sentimento può contribuire, tra le altre cose, a sviluppare un disturbo d’ansia.

Nessuno ha diritto di decidere per la vita altrui, e nessuno merita di sopportare costantemente situazioni pericolose. Tutti hanno il diritto di vivere una vita felice, e di fare il possibile per stare bene. Le relazioni violente possono essere affrontate e le vie d’uscita ci sono: ritornare padrone della propria vita è possibile.

Se in questo momento ti senti di non volere o di non poter uscire dalla tua relazione, ci sono modi per affrontare e migliorare la tua situazione senza lasciare il tuo partner. Anche se in questo momento ti senti di non riuscire a controllare gli eventi che accadono intorno a te, puoi iniziare lavorando sul controllo delle tue reazioni. Sia che tu stia lasciando il tuo partner, sia che stiate ancora insieme, puoi trovare maggiori informazioni  cliccando qui.

Le persone che hanno un carattere ansioso o che soffrono di un disturbo d’ansia tendono a preoccuparsi più delle altre, a interpretare le situazioni in modo più negativo, e, soprattutto, a temere sempre che si verifichi l’ipotesi peggiore tra tutte quelle possibili [10].

Per esempio, se una persona ha un attacco di panico, può succedere che proprio perché questa persona è ansiosa si spaventi molto di fronte ai sintomi (come il respiro corto e l’aumento dei battiti cardiaci) e arrivi ad aver paura, erroneamente, di avere un attacco di cuore. Alcune persone, da qui, arrivano a  evitano qualsiasi situazione che possa far loro aumentare i battiti cardiaci (per esempio, l’ esercizio fisico) perché non appena li sentono aumentare, temono di poter avere attacco di cuore. La loro ansia rafforza la loro falsa credenza che l’unico motivo per cui non abbiano effettivamente avuto un attacco di cuore è il fatto che evitano di affrontare situazioni che aumentano la frequenza dei loro battiti cardiaci [11], e tutto questo crea un circolo vizioso di paura, stress ed elusione.

Il primo passo per affrontare l’erronea interpretazione dei sintomi dell’ ansia è quello di imparare a conoscerli, in modo da poterli individuare con precisione ogni volta che si presentano. Questo è fondamentale per rompere il circolo vizioso di “sintomi dell’ ansia > paura che si tratti di qualcosa di peggio (ad esempio, un attacco cardiaco imminente) > aumento dell’agitazione > elusione di situazioni che possono provocare i sintomi dell’ ansia > convinzione che si sia sfuggiti alla sciagura (per esempio, l’ attacco cardiaco) proprio perché abbiamo evitato tali situazioni”.

È molto importante, come primo passo, capire che i sintomi dell’ansia NON sono il segnale che qualcosa di disastroso sta per accadere, ma semplicemente il modo che il tuo corpo ha di parlare con te, e dirti che è in uno stato di allerta, e che i sintomi andranno via una volta che la paura sarà passata.

È importante, poi, che chi soffre di ansia esca dall’erronea convinzione che quello che ha impedito che accadessero le cose brutte che temeva sia stato l’evitare di affrontare alcune situazioni. Per farlo, un primo passo può essere quello di impegnarsi, a poco a poco e sempre di più, nelle attività e nei comportamenti che fino a quel momento sono stati evitati proprio a causa dei sintomi dell’ ansia. Per esempio, se hai evitato le attività che aumentano il battito cardiaco, dovresti cominciare a poco a poco a farle. Tra l’altro, è provato che un pochino di esercizio fisico riduce i sintomi sia dell’ansia che della depressione [13].

Se ti trovi all’interno di una relazione abusiva e pensi di non poter fare a meno di essere sempre in ansia perché devi stare costantemente attenta a non turbare il tuo partner, è importante che tu ricordi che, purtroppo, le persone che si comportano in modo violento trovano sempre un motivo per abusare delle loro vittime, a prescindere dal comportamento di queste ultime.

Gli aggressori colpevolizzano le loro vittime, in modo da scaricare su di loro le colpe del loro comportamento violento e giustificarsi [14]. È importantissimo ricordarsi sempre che non si è mai vittima di abusi a causa delle proprie azioni, ma perché il proprio partner è violento. Non dare la colpa a te stessa, ma, semmai, al tuo aggressore: è lui ad essere responsabile delle sue azioni.

In una situazione di violenza o abuso, soffrire di ansia è una reazione molto naturale, ma che rischia di assorbire parte delle tue energie e, per questo, complicare la tua situazione. Per questo, può veramente esserti d’aiuto capire l’importanza di cercare sostegno, affrontare i  problemi che l’ansia ti causa e migliorare la qualità della tua vita. Se pensi di soffrire di ansia, puoi provare a compilare il seguente questionario per avere un’indicazione sul tuo possibile livello d’ansia. In ogni caso, il risultato che questo questionario può darti è soltanto indicativo: se pensi di soffrire d’ansia, la cosa migliore che puoi fare è chiedere aiuto a un professionista o a una persona che ti vuole bene.

Se vuoi leggere altre informazioni sui come affrontare l’ansia, puoi cliccare qui.

Due persone guardarono fuori dalle sbarre della prigione, una vide il fango, l’altra le stelle.’ (Frederick Langbridge)

[1] Cannon, W.B. (1929). Bodily changes in pain, hunger, fear and rage (rev. ed.). New York: Appleton-Century.
[2] Kessler, R.C., Chiu, W.T., Jin, R., Ruscio, A.M., Shear, K., & Walters, E.E. (2006). The epidemiology of panic attacks, panic disorder, and agoraphobia in the National Comorbidity Survey Replication. Archives of General Psychiatry, 63, 415-424.
[3] de Graaf, R., Bijl, R.V., Ravelli A., Smit, F., & Vollenbergh, W.A.M. (2002). Predictors of first incidence of DSM-III-R psychiatric disorders in the general population: Findings from the Netherlands mental health survey and incidence study. Acta Psychiatrica Scandinavica, 106, 303-313.
[4] Kagan, J., & Snidman, N. (1999). Early childhood predictors of adult anxiety disorders. Biological Psychiatry, 46, 1536-1541.
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[11] Clark, D.M., Salkovskis, P.M., Hackmann, A., Wells, A., Ludgate, J., & Gelder, M. (1999). Brief cognitive therapy for panic disorder: a randomized control trial. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 67, 583-589.
[12] Borcovec, T.D., & Newman, M.G. (1998) as cited in Kring, A.M., Johnson, S.L., Davison, G.C., & Neale, J.M. (2010). Abnormal Psychology (11th ed.). Asia: John Wiley & Sons, Inc.
[13] Salmon, P. (2001). Effects of physical exercise on anxiety, depression, and sensitivity to stress: a unifying theory. Clinical Psychology Review, 21(1), 33-61.
[14] Walker, L. E. (1979). The battered woman. New York: Harper & Row.